Storia

cori emilia romagna

Il coro Vocilassù affonda le sue radici nella terra dell’Appennino reggiano e nella grande anima del canto tradizionale del toanese. Il nome è un felice suggerimento di Bepi De Marzi, il padre di Signore delle Cime. È diretto dal 2010 dal maestro Armando Saielli, autore de All’alba del mattino, brano inserito nell’album del Trentennale dell’Associazione Emiliano-Romagnola Cori (Aerco). Dalla nascita del coro, alla direzione si sono alternati Antonio Pigozzi, Gaetano Borgonovi, tuttora voci soliste, e Paolo Tavars.

Nella storia del Vocilassù: un concorso nazionale vinto, il trofeo A. Lanterna, Savignone, 1999, un legame speciale con la Via delle Fiabe o i luoghi dei presepi in Germania (2001, 2004, 2013), l’album Vocilassù (2002), la partecipazione a rassegne corali nazionali oltre alla partecipazione all’esecuzione del Magnificat composto e diretto dal maestro Giovanni Veneri.

Negli anni di attività ha realizzato diversi eventi musicali in collaborazione con realtà del territorio, come le rassegne Armonie di Natale, Toano Canta, Cavola Incantata, il Festival Nazionale dell’Appennino Reggiano, Note Celesti.

Un’immagine storica del Coro Valdolo, il primo coro fondato a Toano, nell’Appennino reggiano, dal quale nel 1995 ha preso il via la storia del Coro Vocilassù

La nuova strada intrapresa dal Vocilassù porta il coro a esibirsi in iniziative musicali sotto forma di recital, come Addio mia bella addio, per i 150° anni dell’Unità d’Italia, e la collaborazione con musicisti e strumentisti emergenti e di fama. Nel 2015 il Coro avvia la collaborazione con l’artista Renato Borghi, autore di Canto alla Vita che dà il nome al secondo atteso album nel quale si segnalano arrangiamenti e armonizzazioni per pianoforte dallo stesso Armando Saielli, anche autore del canto L’Ultimo Pastore con parole del corista e insegnante Ubaldo Montruccoli. La festa del ventennale a Cavola di Toano vede la partecipazione del gruppo canoro “E’ Filò”.

Da sempre a quattro voci virili provenienti da diversi comuni dell’Appennino delle province di Parma Reggio Emilia e Modena, il gruppo sta ampliando il suo repertorio verso canti d’autore italiani e stranieri contemporanei, con particolare attenzione al repertorio popolare, ma senza escludere la musica sacra e profana dal Medioevo ai tempi moderni.

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