RASSEGNA CORALE DOMENICA 15 MAGGIO

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12 maggio 2016

valestra

VALESTRA (Carpineti, Reggio Emilia, 12 maggio 2016) – Il ricavato è per al ricerca per la ricerca sul raro morbo di Krabbe e per sostenere la famiglia del piccolo Alessandro di Roseto degli Abruzzi, colpito da questa terribile e poca conosciuta malattia, affinché possa curarsi negli Usa. Torna la grande musica con la rassegna corale Cori d’Accordo domenica 15 maggio 2016 nella chiesa di San Pietro in Valestra, alle ore 16.00, una giornata presentata da Silvia Razzoli.
Si esibiranno il Coro Vocilassù di Toano, diretto da Armando Saielli proporrà brani d’autore (tra cui la nuovissima Canto alla Vita di Renato Borghi), quindi la nuova Corale Voci nel Vento di Gazzano e Fontanaluccia, diretta dal giovanissimo Nicola Gigli e la Corale San Prospero di Carpineti e Pantano, diretta da Mario Bertini. Aprirà la rassegna la corale dell’Unità pastorale di Valestra “Mi Alma Canta” diretta da Elena Gandolfi.

Canto alla vita, quel canto che commuove: lo presenta il Coro Vocilassù

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24 febbraio 2016

 

Armando Saielli pianista

Una canzone, lanciata da un coro, si diffonde via via col passa parola. E, tra rassegne e ascolti su cd, sono sempre di più le persone che la cantano a memoria. “Canto alla vita” è tratto da una storia di vita vera dell’artista sassolese Renato Borghi (autore di parole e melodie) e, con la felice armonizzazione di Armando Saielli, è tra i brani d’autore più noti del Coro Vocilassù. Il coro toanese presenterà proprio l’album omonimo a Castellarano, presso il Teatro dell’oratorio San Giovanni Bosco, sabato 27 febbraio alle ore 21.

“Canto alla vita – ha spiegato Borghi – racchiude quello che ho provato in questi anni. E, anche, l’auspicio di vivere senza rimpianti ma con la gioia del vivere i giorni che ci sono donati”. E, al concerto, sarà presente presente proprio Borghi, che è padre anche dei componenti del gruppo Borghi Bros. Renato Borghi

La presentazione dell’ultimo album del coro toaense vedrà anche grandi classici della tradizione popolare anche del nostro Appennino, come Cimitero di Santa Liberata, definito l’inno di Toano, assieme a brani scritti da coristi, come L’Ultimo Pastore di Ubaldo Montruccoli che raccontano dell’ultimo conduttore di greggi che ancora sale sul Cusna. Una serata con l’accompagnamento al pianoforte di Armando Saielli, e, anche, il riferimento a brani di Arturo Benedetti Michelangeli e della Prima Guerra Mondiale. Tra le altre curiosità, il fatto che a Oberstadion, in Germania, il Coro Vocilassù abbia riannodato le origini di Bambino Divino, un brano noto in Italia in quanto ritrovato dallo scandianese Fedele Fantuzzi e che si rifà a Ihr Kinderlein kommet tradizionale e antico canto natalizio tedesco, scritto dal prete autore di opere religiose Christoph von Schmid oltre duecento anni fa.

La magia dei presepi e le voci del Natale a Marola: con nenie antiche, brani colti, Paolo Gandolfi e il coro Vocilassù

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1 gennaio 2016

MAROLA (Carpineti) – Un sabato pomeriggio diverso all’insegna della “Via dei presepi”, con i brani più rari e le musiche del Natale. E’ quando accade il secondo giorno dell’anno a Marola con natività cariche d’emozione e un appuntamento musicale singolare previsto, dalle ore 17, nel Centro Diocesano di Spiritualità. E’ proprio qui, all’interno dell’abbazia matildica che si potranno ascoltare le suggestive “Voci di Natale”, canti e nenie della tradizione colta e popolare dell’Appennino a cura della Pro Loco di Marola e dell’Associazione Scrittori Reggiani.

Paolo Gandolfi

Paolo Gandolfi

Un pomeriggio di cultura, condotto dal giornalista Ercole Leurini, con le voci del Coro Vocilassù, diretto dal maestro Armando Saielli, la fisarmonica di Paolo Gandolfi e con le voci narranti sono quelle di Maria Teresa Pantani e Faustino Stigliani, che leggeranno una raccolta di testi a cura di Clementina Santi. Si tratta di testi sul Natale: autori colti dell’Appennino (da Crovi a Bertolucci), testimonianze sul Natale dalla terra straniera (come quelle di don Artemio Zanni), ma anche voci diverse e popolari della tradizione (da Gino Belli a Maria Teresa Correggi). Da segnalare anche i brani della tradizione orale raccolta dalle maestre e dalle nonne: nenie e filastrocche popolari che chiuderanno il pomeriggio.

Accanto alle “Voci di Natale”, restano visitabili fino all’8 gennaio i presepi di Marola collocati in piazza Giovanni da Marola, al metato Frazera e all’Abbazia Matildica, allestiti grazie all’impegno di Argo Pignedoli e Daniele Canovi, con la collaborazione di Clementina Santi. Marola, terra matildica per eccellenza, si veste così a festa invitando tutti a visitarla nella su piazza principale e in due luoghi che sono stati molto cari alla Contessa: nel metato fra i castagni, gli “alberi del pane” che ella volle fossero coltivati e innestati per la fame dei poveri, seguendo le orme di sua madre Beatrice, e nell’abbazia di Santa Maria che la contessa fece erigere per ringraziare Dio e l’eremita Giovanni da Marola per la vittoria di Madonna della Battaglia del 1111, quasi mille anni fa.

Il vecchio metato ospita una natività solitaria e silenziosa nel cuore del bosco, e ad esso condurrà una stella e un suono di zampogna. Nella storica della chiesa dell’abbazia, l’unica fra le 100 chiese di Matilde di sicura fondazione matildica, c’è un grande presepe tradizionale, austero e dolce insieme come si conviene ad una “aula sacra” medievale imponente e maestosa.