Canti di Natale con il coro Vocilassù

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20 dicembre 2015

Venerdì 18 dicembre 2015 , ore 20.30

 

 

CANTI DI NATALE CON IL CORO VOCILASSU’

Serata con i bambini dell’Istituto Comprensivo

“Giorgio Gregori” Carpineti – Casina

Chiesa Parrocchiale di Casina

Il Coro Vocilassù canta per il World choral day 2015, ai Cappuccini per la mensa del povero

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12 dicembre 2015

 

Loredana Bigi copia
Il soprano Loredana Bigi

REGGIO EMILIA – Ha un fine nobile il concerto previsto per la giornata mondiale dei cori. Col titolo di World choral day 2015 “L’integrazione”, si esibiranno a Reggio Emilia il soprano di fama internazionale Loredana Bigi, il pluripremiato Icarus Baroque Ensemble ed il Coro Vocilassù, assieme, domenica 13 dicembre alle ore 20.30 presso la chiesa dei Frati Cappuccini, in via Ferrari Bonini a Reggio Emilia. Saranno eseguite musiche di Vivaldi, Quantz, Händel, Sammartini, Bach e corali tradizionali del Natale. L’ingresso a offerta libera è per la mensa del povero dei Cappuccini.
Il Coro Vocilassù di Toano, diretto da Armando Saielli, ha da poco festeggiato i suoi 20 anni con la presentazione del brano “Canto alla Vita”. Il gruppo, che annovera coristi di tre province, era stato fondato nel gennaio del 1995 a cospetto della Pieve di Santa Maria in Castello e ‘da una costola’ del primo coro sorto in Appennino, il Valdolo. Il nome Vocilassù fu una felice intuizione di Bepi De Marzi, autore del brano di Signore delle Cime.

La serata rientra tra le iniziative Aerco (Associazione regionale cori Emilia Romagna) previste per ogni provincia ed è patrocinata da Credem Promotori Finanziari.

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I GRUPPI

Loredana Bigi
Soprano, nata a Reggio Emilia, dopo il diploma in canto con il massimo dei voti all’Istituto Musicale Peri della sua città, si è perfezionata a Venezia sotto la guida di Randolph Mickelson. Nel 2001 ha vinto il premio come migliore interprete al concorso Spiros Argiris (SP). Dopo aver debuttato alcuni ruoli operistici si è dedicata principalmente al repertorio barocco e sinfonico, sotto la direzione di Weikert, Ceccato, Fasolis. Dal 1998 collabora con l’Ensemble Arte Musica diretto da Francesco Cera, esibendosi nei più importanti Festivals di musica barocca, tra cui: Festival di Bruges (Belgio), Festival Monteverdi di Cremona, Milano Arte Musica, Le Feste di Apollo, Bologna Festival, Barocktage Stift Melk e al Konzerthaus di Vienna. Tra le sue incisioni lo Stabat Mater di Giovanni Felice Sances nell’antologia Ghirlanda Sacra (Tactus) il Requiem di Mozart con i Barocchisti (RSI) e la Missa Paradis del Amours di Nascimbeni (Tactus)

Icarus Baroque Ensemble
I componenti dell’Ensemble hanno effettuato i loro studi musicali sotto la guida di affermati insegnanti quali E. Pastorino, G. Tirincanti, G.Mareggini, C. Dionisi, e seguito corsi di perfezionamento tenuti da prestigiosi docenti come E. Fadini, J. Brymer, J. Villa-Rojo, Persichilli, Larrieu, Griminelli. Sono risultati premiati in prestigiosi concorsi nazionali ed internazionali.

Coro Vocilassù
Il coro Vocilassù affonda le sue radici nella terra dell’Appennino reggiano e nella grande anima del canto tradizionale del toanese. Il nome è un felice suggerimento di Bepi De Marzi, il padre di Signore delle Cime. È diretto dal 2010 dal maestro Armando Saielli, autore de All’alba del mattino, brano inserito nell’album del Trentennale dell’Associazione Emiliano-Romagnola Cori (Aerco). Dalla nascita del coro, alla direzione si sono alternati Antonio Pigozzi, Gaetano Borgonovi, tuttora voci soliste, e Paolo Tavars.
Negli anni di attività ha realizzato diversi eventi musicali in collaborazione con realtà del territorio, come le rassegne Armonie di Natale, Toano Canta, Cavola Incantata, il Festival Nazionale dell’Appennino Reggiano, Note Celesti. La nuova strada intrapresa dal Vocilassù porta il coro a esibirsi in iniziative musicali sotto forma di recital, come “Addio mia bella addio” per i 150° anni dell’Unità d’Italia, e a collaborare in concerto con musicisti e strumentisti.
Nel 2015 il Coro ha festeggiato il 20° anno di attività con il suo secondo atteso album dal titolo “Canto alla vita”.

Sfida i social media e canta da 20 anni: il Coro Vocilassù festeggia a Cavola di Toano sabato 24 ottobre

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22 ottobre 2015

SABATO SERATA MUSICALE D’ECCEZIONE PRESENTATA DA PAOLA BELLI

Sfida i social media e canta da 20 anni: il Coro Vocilassù festeggia a Cavola di Toano il 24 ottobre

CAVOLA (Toano, Reggio Emilia, 21 ottobre 2015) – 20 anni un pezzo di vita per i coristi di tre province che cantano in un unico coro. Da festeggiare con una serata musicale d’eccezione e la presentazione del nuovo album. E’ la piccola grande storia del Coro Vocilassù di Toano, diretto dal maestro e musicista Armando Saielli, che, sabato 24 ottobre alle ore 21 al Palaforum di Cavola di Toano (ingresso libero) festeggerà così le nozze di cristallo per questo gruppo fondato nel gennaio del 1995 a cospetto della Pieve di Santa Maria in Castello e ‘da una costola’ del primo coro sorto in Appennino, il Valdolo. Il nome Vocilassù fu una felice intuizione di Bepi De Marzi, autore del notissimo brano di Signore delle Cime.
“Canto alla vita – spiega Armando Saielli – prende il titolo dall’apertura del primo brano del nostro album realizzato col patrocinio e il contributo del Comune di Toano. Un’opera che include alcuni grandi classi della tradizione popolare del nostro Appennino (come Cimitero di Santa Liberata, definito l’inno di Toano), ma che presenta soprattutto un nuovo percorso fatto della collaborazione con artisti di fama, come Renato Borghi, autore del brano d’apertura, ma anche mette a frutto il lavoro di nostri coristi, come Ubaldo Montruccoli, per ricavarne nuove sonorità e storie di vita contemporanea, come quella dell’ultimo pastore che ancora sale sul Cusna”.
Ecco, anche, motivato l’inserimento del pianoforte in alcuni brani – spicca tra gli altri lo strumentale Ndormenzete Popin nel ricordare anche i 20 anni dalla morte di Arturo Benedetti Michelangeli -, suonato dallo stesso Armando Saielli, ma pure la collaborazione con E’ Filò, uno dei migliori gruppi di ricerca etnomusicale attivo nell’Appennino modenese che completerà la serata del 24 ottobre, assieme a Renato Borghi e che sarà presentata da Paola Belli.
“Il nostro sforzo – spiega Franco Quaretti, presidente – è quello di guardare avanti e cercare di incontrare nuove forme di espressione, per dare nel nostro piccolo un contributo al mondo del canto corale che oggi sconta molte difficoltà e modesta considerazione. Eppure il canto è una ricchezza della nostra terra per quanto viviamo in un mondo popolato dai social media. Anzi, è l’invito che rivolgiamo alle nuove generazioni è di cantare con noi”.
Nel coro operano i condirettori Gaetano Borgonovi e Antonio Pigozzi, presepista di calibro internazionale. Proprio per questo sono molteplici i momenti che hanno visto la vita del coro legati alla realtà locale, a sostegno di associazioni e persone in difficoltà, oltre al concorso nazionale vinto (trofeo “A. Lanterna” a Savignone nel 1999), ma anche al legame speciale con la “Via delle Fiabe” o i luoghi dei presepi in Germania, come quando a Oberstadion il Coro si è recato sulle tracce di un canto qui noto come Bambino Divino. Un brano, inserito nel nuovo album, riscoperto dallo scandianese Fedele Fantuzzi che si rifà a Ihr Kinderlein kommet tradizionale canto natalizio tedesco, scritto dal prete autore di opere religiose Christoph von Schmid intorno al 1798 a Oberstadion. Nel 2012 grande risalto ha avuto il Recital sull’Unità d’Italia proposto dallo stesso Vocilassù, mentre il 2015 ha visto il coro ha cantato e recitato in gregoriano nel film “In morte di Matilde di Canossa” edito dal Consorzio Conva e Madonna della Corte. Ha collaborato con direttori di fama, come il maestro Giovanni Veneri del quale, nel 2007, insieme ad altri quattro cori italiani e l’orchestra sinfonica “A. Toscanini”, ha interpretato il Magnificat sino a una recente esibizione con l’organista Carlo Benatti. Di recente Francesco Croci, presidente emerito del gruppo, in una trasmissione radiofonica condotta su Radionova da Doris Corsini ha ripercorso la nascita del gruppo: “Quando nascemmo ci trovammo in pochi ma volevamo esplorare questa nuova strada che ha richiesto molto impegno e responsabilità”.