Nell’anno del ventennale un piccolo cameo. Accade quando dei monaci cantori si aggirano per la Pieve di Santa Maria in Castello di Toano. Al visitatore attento che sale a Toano, in un meraviglioso angolo d’Appennino poteva anche capitare di restare tra lo spaventato e lo stupito, qualche sera fa, quando dinnanzi alla Pieve tra le più antiche della regione si presentava una scena d’altri tempi.

Si stanno, infatti, ultimando in questi giorni gli ultimi ciak del film “In morte di Matilde di Canossa, onore e vanto d’Italia, vita d’Europa”. Un film pensato all’interno del progetto di marketing territoriale del Consorozio Conva  nella ricorrenza del IX Centenario dalla Morte di Matilde di Canossa, con riferimenti storico-bibliografici. Un soggetto che molto coraggiosamente si cimenta nella ricostruzione e restituzione, non solo per gli “addetti ai lavori”, ma anche e soprattutto per l’immaginario collettivo, di quelli che furono gli ultimi istanti di vita della Grancontessa di Canossa. Una figura di importanza fondamentale non solo per i futuri sviluppi della storia italiana ed europea, ma anche della stessa Cristianità e, come dice il titolo, per un piccolo embrione d’Europa.

Un cast di persone ormai note alla nostra montagna: appartenenti al mondo della cultura, della scuola, della musica, dello spettacolo, dei gruppi storici, delle associazioni e con tantissimi interpreti volontari che entusiasticamente hanno voluto aderire e contribuire fattivamente al progetto. Una sorta di laboratorio filmico che, sulla base di questa innovativa esperienza, potrà essere continuato, ampliato e completato anche in seguito. Una co-produzione Con.V.A. e Agriturismo Madonna della Corte”, con soggetto, sceneggiatura e regia di Ubaldo Montruccoli.

Inevitabile quindi il coinvolgimento di alcuni Cori dell’Appennino: Il “Coro di Frassinoro” diretto dal M° Luigi Bertini e del Coro Vocilassùdi Toano diritto dal M° Armando Saielli, per l’esecuzione di canti della migliore tradizione gregoriana.

Ecco, quindi, fra le possenti e magnifiche arcate della Pieve di Santa Maria in Castello a Toano sono echeggiati i canti gregoriani. Fino a notte fonda, come voluto dalla regola benedettina e, anche, per esigenze di copione. Tra i brani la coinvolgente e suggestiva monodìa dell’ “Adoro te devote” e della “Salve Regina”, per onorare, non certo tutta la vita di Matilde, dunque, ma un significativo ed anche drammatico spaccato di quello che fu l’epilogo della sua esistenza terrena, prima di essere consegnata definitivamente alla storia, sconfinando nell’epopea e nel mito. Le immagini (foto Monica Ceresoli e Gabriele Arlotti) raccontano di una pieve matildica davvero senza tempo.

 

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