Ricordando Picchio, il Vocilassù a Quara dà il via al primo memorial.
Se Toano è “Paese dei Cori”, come recita la cartellonistica stradale, lo si deve anche a persone così. Domenica 18 gennaio 2026, il borgo di Quara di Toano si ferma per onorare una delle sue figure più carismatiche e amate della coralità toanese. A un anno esatto dalla scomparsa di Francesco Croci, per tutti “Picchio”, prende il via la prima edizione di una giornata interamente dedicata alla sua memoria, unendo il sacro della liturgia, la potenza del canto corale e il calore della convivialità montana.
Il programma della manifestazione riflette fedelmente l’essenza di un uomo che ha fatto della voce il suo strumento di dialogo col mondo: si comincia alle ore 11:30 presso la Chiesa Parrocchiale con la Santa Messa cantata dal Coro Vocilassù, presieduta da don Giuseppe Lusuardi, seguita da un breve concerto del Coro Vocilassù diretto da Mirka Cassinadri e aperto a tutta la cittadinanza e al mondo corale.

La storia di Francesco Croci è indissolubilmente legata alle radici dell’Appennino reggiano e alla nascita della sua tradizione corale. Nato a Quara nel 1944, iniziò a cantare giovanissimo, portando quei pantaloncini corti che sarebbero diventati la sua divisa estiva per tutta la vita. Artigiano sapiente, fondò col fratello Enzo una brillante falegnameria, oggi portata avanti dai figli Marco e Roberto, senza mai abbandonare il suo paese. Ma è nella musica che “Picchio” ha costruito il suo mito: fu tra i pionieri del Coro Valdolo nel 1967, sotto la guida di Mario Fontanesi, e successivamente, nel 1994, fu tra i dodici soci fondatori del Coro Vocilassù, di cui è stato a lungo presidente e infine presidente emerito.
Chi lo ha conosciuto non dimentica la sua postura iconica durante i “dopo coro”: la mano sinistra premuta sull’orecchio per trovare la tonalità perfetta e quella voce di tenore, sicura e incessante come il canto di un usignolo, capace di dominare melodie arcane tratte da un archivio mnemonico lungo sessant’anni. Da “La Povera Rosetta” a “Nebbia alla Valle”, Francesco trasformava ogni cena post-concerto in una “battaglia di canto” alla tosca, sfidando amici e colleghi in armonizzazioni improvvisate che erano pura gioia di vivere. La sua carriera lo ha portato sui palchi della Rai, in Belgio, Turchia e Germania, collaborando con personalità come Ivana Monti e Bepi De Marzi, ma il suo cuore è sempre rimasto tra i sentieri del Cusna.

L’evento di domenica non è solo una commemorazione, ma la celebrazione di un’eredità umana che continua a vibrare. Come ricordato durante le esequie dello scorso anno, quando il Coro Vocilassù lo salutò con “Sei Bella Sei splendida”, un brano da lui interpretato e rivisitato per coro con le parole di Remo Secchi e l’armonizzazione di Armando Saielli.
In apertura del concerto per il nostro trentennale, lo abbiamo ricordato in questo modo..
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